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	<title>Una casa vacanze nella maremma toscana</title>
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	<description>Casa Paola: appartamento a Casal di Pari</description>
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		<title>Il sughero</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 18:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[ESTRAZIONE E LAVORAZIONE DEL SUGHERO NEI BOSCHI INTORNO A CASAL DI PARI LA QUERCIA DA SUGHERO (QUERCUS SUBER) La sughera è una specie sempreverde del genere “Quercus” appartenente alla famiglia delle Fagacee originaria dell’Europa sud-occidentale e dell’Africa nord-occidentale, da tempi remoti naturalizzata e spontanea in tutto il bacino occidentale del Mediterraneo.  Vive in ambienti dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>ESTRAZIONE E LAVORAZIONE DEL SUGHERO NEI BOSCHI INTORNO A CASAL DI PARI</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA QUERCIA DA SUGHERO (QUERCUS SUBER)</strong></p>
<p style="text-align: left;">La sughera è una specie sempreverde del genere “Quercus” appartenente alla famiglia delle <em>Fagacee</em> originaria dell’Europa sud-occidentale e dell’Africa nord-occidentale, da tempi remoti naturalizzata e spontanea in tutto il bacino occidentale del Mediterraneo.  Vive in ambienti dal clima temperato caldo, in posizioni di piena-media luce e terreni silicei, anche poveri e asciutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha un portamento arboreo con un’altezza che puo’ raggiungere i 20 metri e chioma lassa ed espansa.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua vita media è di 250-300 anni ma diminuisce nelle piante sfruttate per il sughero – il tessuto di rivestimento del fusto e delle radici – se questo non viene estratto correttamente.</p>
<p style="text-align: justify;">La coltivazione della quercia da sughero, e quindi la produzione del sughero, avviene soprattutto nei paesi del Mediterraneo occidentale. In particolare in Portogallo (800.000 ettari di coltivazione per una estrazione di 1.600.000 quintali l&#8217;anno di sughero); in Spagna (500.000 ettari per 700.000 quintali); in Algeria (400.000 ettari per 200.000 quintali); in Marocco (350.000 ettari per 200.000 quintali); in Francia (100.000 ettari per 120.000 quintali) e in Tunisia (100.000 ettari per 80.000 quintali), In Italia (100.000 ettari per 140.000 quintali – concentrati soprattutto in Sardegna) è diffusa in Toscana, Lazio, Sicilia e Sardegna, dove esistono sugherete di grande interesse industriale e storico.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL SUGHERO : LE FASI DELLA LAVORAZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong><em>L’estrazione</em></strong> della materia prima costituisce il primo stadio del ciclo di trasformazione del sughero, materiale ecocompatibile adatto a molti usi. Il distacco del sughero dal tronco viene effettuato tra maggio e agosto in modo che le cellule – non ancora ispessite – consentano un facile distacco dallo strato interno della corteccia (fellogeno) che darà origine ad una nuova generazione di sughero.</p>
<p style="text-align: justify;"> Questa operazione &#8211; molto delicata perché non deve danneggiare la zona generatrice – è svolta da operatori specializzati chiamati <strong>estrattori</strong> o <strong>scorzini</strong> o <strong>scorzatori</strong>. La loro abilità, frutto dell’esperienza maturata negli anni, delinea una figura professionale che sta purtroppo scomparendo, in quanto non si è riusciti ad assicurare un ricambio generazionale. Non esistono, infatti, interventi scolastici in questo senso, la professione si impara solo attraverso un apprendistato fatto accanto a persone già esperte, spesso i genitori.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli estrattori nel loro lavoro utilizzano soltanto <strong>un’accetta affilatissima e ben pulita</strong> e talvolta anche dei <strong>coltelli affilati</strong>, con i quali incidono la corteccia dalla pianta: vengono praticati due tagli circolari continui e netti, uno in basso e uno in alto (chiamati corone o collane) e due o tre tagli verticali, a seconda della dimensione della pianta (chiamati righelli o aperture) e il distacco dal fusto viene completato poi manualmente, evitando di strappare la corteccia e cercando di non danneggiare lo strato interno.</p>
<p style="text-align: justify;">È questa la fase più delicata del lavoro in quanto, pur dovendo imporre parecchia forza all&#8217;accetta per tagliare il sughero, bisogna allo stesso tempo evitare di incidere il tessuto sottostante, il cui danneggiamento porta alla rovina della pianta.</p>
<p style="text-align: justify;">La fase successiva è quella del distaccamento del sughero: il manico dell&#8217;accetta, che ha l&#8217;estremità sagomata a cuneo, viene infilato tra il sughero e la pianta a partire dai righelli, e usandolo come leva si riesce ad ottenere le diverse porzioni (chiamate plance), così come tracciate dall&#8217;accetta.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcune sugherete dopo l’estrazione (non prima di 4 ore) viene praticata una disinfezione dei fusti spogliati con sostanze che possano prevenire l’attacco da parte di parassiti o di funghi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’anno in cui viene rimosso il sughero, il fusto ha un marcato colore rosso-mattone che poi, nel tempo, diventa rosso bruno e infine bruno scuro.</p>
<p style="text-align: justify;"> La prima estrazione avviene quando la pianta ha tra i 20 e i 25 anni ed ha raggiunto una circonferenza di 30 – 40 centimetri. E’ detta “demaschiatura” e il sughero estratto si dice “<strong>sughero maschio</strong>”; si tratta di sughero di scarsa qualità che viene destinato alla macinazione per la produzione di agglomerati. Anche la seconda estrazione – mediamente dopo 9 anni &#8211; produrrà sughero di qualità non eccellente.</p>
<p style="text-align: justify;">Le estrazioni successive vengono effettuate a intervalli regolari ogni 10 – 12 anni. Il sughero estratto detto “<strong>sughero femmina</strong>” o “<strong>sughero</strong> <strong>gentile</strong>” presenta una struttura più regolare (liscio, compatto, leggero, elastico e impermeabile), si presta meglio ai processi di trasformazione ed ha un maggior valore economico.</p>
<p style="text-align: justify;">La quantità di materia prima che si può ottenere da una pianta dipende da molti fattori: dimensione del tronco, età, spessore del sughero, periodo di estrazione. Complessivamente due operatori specializzati riescono in una giornata ad estrarre una media di 9-10 quintali, ma è possibile in alcuni casi arrivare anche a 15-16 quintali di sughero grezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta estratto dalla pianta e prima di essere sottoposto al processo di lavorazione, il sughero viene trasportato presso luoghi di raccolta o presso le aziende, dove viene selezionato e diviso in base alle caratteristiche qualitative: il sughero maschio è destinato alla macina, le plance di sughero femmina sono accatastate in grandi spazi all’aperto e lasciate <strong><em>stagionare</em></strong><em> </em>per un periodo generalmente compreso tra sei mesi e due anni (i tempi variano a seconda del clima della zona, della qualità e della provenienza del sughero e dalla produzione a cui è finalizzato).</p>
<p style="text-align: justify;">Le plance vengono accatastate in pile evitando il contatto diretto con il suolo in modo tale da favorire una buona circolazione dell’aria.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante questo periodo, il tessuto suberoso perde, a causa dell’ esposizione agli agenti atmosferici, circa il 10-30% della sua umidità e si libera di alcune impurità, tra cui la cosiddetta polvere rossa (nel caso del sughero destinato alla fabbricazione di tappi, se non venisse stagionato la polvere finirebbe nel tappo e conseguentemente nel vino, alterandone le caratteristiche organolettiche).</p>
<p style="text-align: justify;">La fase della stagionatura richiede la massima attenzione: un’ insufficiente esposizione dal punto di vista temporale provocherebbe problemi nella determinazione del livello qualitativo della materia, con gravi conseguenze nel prodotto finito.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa fase la materia prima non deve subire nessun trattamento industriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Terminata la stagionatura, il sughero di buona qualità è pronto per la <strong><em>bollitura</em></strong>, altra fase importante durante la quale aumenta di spessore e di flessibilità, vengono eliminati i parassiti contenuti nella corteccia, viene abbattuto il contenuto di sostanze idrosolubili, viene espulso il tannino e altre sostanze. Il sughero per agglomerati non viene bollito.</p>
<p style="text-align: justify;"> La bollitura avviene per circa un’ora, in caldaie o vasche rivestite di rame o in acciaio inox, nelle quali l’acqua deve essere continuamente rabboccata e periodicamente sostituita per intero al fine di garantire l’effettiva pulizia del sughero.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa fase i pori, aperti durante il periodo dell’esposizione agli agenti atmosferici, si richiudono e il sughero perde la sua caratteristica curvatura assumendo un aspetto piano.</p>
<p style="text-align: justify;"> Dopo essere stato bollito il sughero talvolta, prima di essere imballato, viene sottoposto ad un’altra operazione, la <strong><em>raschiatura</em></strong>, che consente di eliminare la parte più esterna e i residui presenti nella corteccia.  A questo punto, mentre gli scarti di sughero femmina vengono convogliati verso i lavori di frantumazione, avviene una nuova classificazione ed infine il prodotto viene indirizzato alle diverse attività di trasformazione.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Principali prodotti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tappi da champagne e per vini pregiati</p>
<p style="text-align: justify;">Pannelli per isolamento termico e rivestimento</p>
<p style="text-align: justify;">Artigianato: accessori per la casa, contenitori per acqua e formaggi, oggettistica ….</p>
<p style="text-align: justify;">Abbigliamento e accessori</p>
<p style="text-align: justify;">Solette per calzature</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Tecnologia e applicazioni innovative</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per la sua struttura e le sue caratteristiche, inoltre, il sughero è un materiale ideale per numerose applicazioni: industrie automobilistiche, elettriche, aeronautiche e navali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle motociclette il sughero viene utilizzato nei dischi di frizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulle navi da guerra il sughero agglomerato, che possiede proprietà ritardanti d&#8217;incendio, permette di isolare in maniera molto efficace i tubi di vapore e le installazioni di ventilazione; la flessibilità lo rende il materiale più efficace per isolare i tubi occupando il minimo spazio, offrendo elevate prestazioni in dimensioni così ridotte.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre viene utilizzato come rivestimento interno dei sommergibili.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;applicazione forse più spettacolare è il suo utilizzo come scudo di protezione nelle navette spaziali e i missili, ivi compreso lo Shuttle, al fine di proteggere la struttura del missile contro l&#8217;elevata temperatura provocata dall&#8217;attrito, quando la navetta esce o rientra dall&#8217;atmosfera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong><strong><em>Bibliografia da Internet</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong><a href="http://www.agraria.org">www.agraria.org</a></p>
<p style="text-align: justify;">www.molinas.it</p>
<p style="text-align: justify;">www.wikipedia.org</p>
<p style="text-align: justify;">www.sughero naturale.it</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Per chi vuole approfondire</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>R</em>oberto Graffi, <strong>L’arte della lavorazione del sughero in Sardegna</strong>, Arkadia, 2010</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si ringraziano vivamente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* Luciano Molinas (</strong><strong>proprietario della tenuta di Bagnolo, Comune di Civitella-Paganico) per averci consentito le riprese fotografiche dell’estrazione del sughero nelle sue sugherete</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* </strong><strong>Pietro Cabiddu, Ignazio Dessi, Cosimo Emanuele, Giuseppe Fadda, Antonio Francesco Loi, Antonio Onali, Salvatore Pisanu e Vladi per la loro disponibilità ad essere ripresi durante il lavoro e per le informazioni che ci hanno fornito</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>Castello del Belagaio</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 17:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<!--:it--> <!--:-->]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Strada-del-Belagaio.jpg"></a><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Carbonaia-in-costruzione.jpg"></a><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Castagno.jpg"></a>Uscendo dal paese attraverso via Trento in direzione della campagna, immediatamente prima del cimitero, inizia sulla sinistra la strada bianca del Belagaio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Strada-del-Belagaio.jpg"><img class="aligncenter" title="Strada del Belagaio" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Strada-del-Belagaio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Il Belagaio è un an<a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Strada-del-Belagaio.jpg"></a>tico castello feudale in mezzo al bosco, che è passato nelle mani di vari potenti della zona: è stato della famiglia degli Aldobrandeschi, dell’Abbazia di S. Lorenzo al Lanzo, della famiglia degli Ardengheschi e, da ultimo, dei conti Grottanelli. (*1)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Castello-del-Belagaio.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-427" title="Castello del Belagaio" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Castello-del-Belagaio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Sicuramente rappresentava un punto strategico a dominio della Val di Farma e la sua importanza è stata legata anche alla presenza nella zona di numerose ferriere. Nell’800 fu trasformato dai conti Grottanelli in una villa-fattoria ma possiede ancora il fascino del castello.</p>
<p>Attualmente il castello appartiene al Corpo Forestale dello Stato ed è al centro di una riserva naturale (*2) che è sede anche di un’azienda pilota sperimentale e didattica per la salvaguardia e la diffusione del cavallo maremmano.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Cavalli-al-Belagaio.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-429" title="Cavalli al Belagaio" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Cavalli-al-Belagaio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Proprio sotto al castello c’è anche una interessante grotta (La Tomba); per visitarla occorre l’autorizzazione delle guardie forestali e la guida di uno speleologo.</p>
<p>La strada che collega Casal di Pari al castello del Belagaio e che prosegue poi per il paese di Torniella &#8211; lunga complessivamente circa 14 chilometri &#8211; ha una storia particolare: è stata infatti costruita negli anni ’50 con i fondi messi a disposizione dal governo per aiutare i disoccupati che, nel dopoguerra, erano assai numerosi in questi piccoli paesi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Cartellone.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-439" title="Cartellone" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Cartellone-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>I fondi del Governo, ovviamente, non arrivavano con facilità, e tanto meno automaticamente. Lo stanziamento per la costruzione della strada fu ottenuto grazie al paziente lavoro svolto dal sindaco e dal vicesindaco del Comune di Civitella Paganico (rispettivamente sig. Carlo Gremignani e sig. Ulisse Rustichini) ai quali dette la sua collaborazione anche Lidio Leoncini, padre della proprietaria di Casa Paola.</p>
<p>Negli anni ’50 le piccole aziende agricole a conduzione familiare erano in declino, come lo erano il taglio del bosco, la produzione di carbone (per la minore richiesta di questi prodotti come combustibili) e le miniere (*3) di antimonio, piombo argentifero e rame (chiuse per esaurimento dei minerali).</p>
<p style="text-align: center;">carbonaia in costruzione <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Carbonaia-in-costruzione.jpg"><img title="Carbonaia in costruzione" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Carbonaia-in-costruzione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>     <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Capanna.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-436" title="La capanna del carbonaio" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Capanna-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> capanna del carbonaio</p>
<p style="text-align: center;">Tra il 1950 e il 1960 molti giovani emigrarono per cercare lavoro nelle città, nelle quali si stavano sviluppando attività industriali, edilizia, turismo e servizi collegati; alcune famiglie preferirono trasferirsi nelle città, anche per consentire ai figli di frequentare con più facilità le scuole secondarie; nel paese, infatti, esisteva solo la scuola di base.</p>
<p>I lavoratori che costruirono la strada del Belagaio provenivano da Casal di Pari, da Pari e dalle campagne circostanti e raggiungevano il posto di lavoro a piedi o in bicicletta.</p>
<p>La massicciata della strada è stata completamente fatta a mano: le uniche “tecnologie” a disposizione dei lavoratori erano pale, zappe, picconi, mazzuoli, carrette e polvere per fabbricare le mine che servivano a far saltare delle rocce dove queste intralciavano il tracciato o quando servivano per procurare le pietre della massicciata.</p>
<p>Buona parte di loro erano analfabeti e ricevevano in compenso, oltre ad una modesta paga giornaliera in denaro, anche generi alimentari (principalmente pasta e miele). Mio padre dirigeva il cantiere e provvedeva a pagare i lavoratori; la cantina della mia casa fungeva anche da deposito per i generi alimentari.</p>
<p>La strada del Belagaio passa attraverso un bosco molto bello, ricco di piante tipiche dell’area: macchia maremmana (corbezzolo, scopo …), querci, lecci, sughere, frassini, carpini, faggi, tassi, castagni … Si possono vedere anche molti pini silvestri ma questi sono stati introdotti soltanto una sessantina di anni fa, dopo che un grosso incendio distrusse una gran parte di bosco tra Roccastrada e Casale; per ricreare rapidamente la vegetazione, fu deciso un rimboschi-mento a pino silvestre, cha ha il vantaggio di una crescita rapida. Purtroppo, però, il pino si è diffuso in maniera eccessiva e attualmente il ministero dell’agricoltura e delle foreste mette a disposizione fondi per abbattere una certa quantità di pini e curare la ricrescita delle piante tipiche del luogo.</p>
<p>I lavoratori che costruirono la strada del Belagaio provenivano da Casal di Pari, da Pari e dalle campagne circostanti e raggiungevano il posto di lavoro a piedi o in bicicletta.</p>
<p>La massicciata della strada è stata completamente fatta a mano: le uniche &#8220;tecnologie&#8221; a disposizione dei lavoratori erano pale, zappe, picconi, mazzuoli, carrette e polvere per fabbricare le mine che servivano a far saltare le rocce dove queste intralciavano il tracciato o quando servivano per procurare le pietre della massicciata.</p>
<p>Buona parte di loro erano nalfabeti e ricevevano in compenso, oltre ad una modesta paga giornaliera in denaro, anche generi alimentari (principalmente pasta e miele). Mio padre dirigeva il cantiere e provvedeva a pagare i lavoratori; la cantina della mia casa fungeva anche da deposito per i generi alimentari.</p>
<p>Un tempo molti alberi erano importantissimi per la vita quotidiana di persone e animali.</p>
<p>La quercia, il leccio e la sughera provvedevano alle ghiande per i maiali (e la carne di maiale rappresentava una risorsa importante per l’alimentazione). Durante la guerra le ghiande venivano anche essiccate, tostate e macinate per ricavarne una specie di polvere da “caffè”.</p>
<p>Il castagno per secoli ha rappresentato la vita per moltissime famiglie contadine.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Quercia.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-448" title="Quercia" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Quercia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> quercia   <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Leccio.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-449" title="Leccio" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Leccio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> leccio   <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Castagno.jpg"><img title="Castagno" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Castagno-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> castagno</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Sughera.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-452" title="Sughera" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Sughera-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> sughera</p>
<p style="text-align: left;">I frutti venivano seccati nei seccatoi (possiamo ancora vedere nei boschi alcuni esemplari di seccatoi, ormai piuttosto in rovina) e poi macinati per ricavarne una farina con la quale, nell’inverno, le famiglie contadine facevano un piatto chiamato polenta. Le castagne venivano anche usate, come le ghiande, per l’alimentazione dei maiali.</p>
<p>Anche il legno è stato importantissimo, sia per la costruzione di case e arredi, sia per la legna con la quale scaldarsi in inverno.</p>
<p>Lo scopo – di cui i boschi intorno al paese sono molto ricchi, è una pianta che rivestiva e riveste una particolare importanza: viene usata per fabbricare scope (oggi in misura inferiore rispetto a molti anni fa), staccionate, tettoie … La radice, molto bella e resistente, viene usata per la fabbricazione delle pipe.</p>
<p>Vicino al paese, sulla vecchia strada verso Paganico, c’è un laboratorio per la preparazione delle bozze per le pipe. E’ questa un’attività lavorativa che esisteva già nel XIX secolo, era stata poi abbandonata ed è stata ripresa in tempi recenti.</p>
<p>Un tempo molti alberi erano importantissimi per la vita quotidiana di persone e animali. La quesrcia, il leccio e la sughera provvedevano alle ghiande per i maiali (e la carne di maiale rappresentava una risorsa importante per l&#8217;alimentazione).</p>
<p>Il castagno per secoli ha rappresentato la vita per moltissime famiglie contadine. I frutti venivano seccati nei seccatoi (ne possiamo ancora vedere nei boschi alcuni esemplari, ormai piuttosto in rovina) e poi macinati per ricavarne una farina con la quale, nell&#8217;inverno le famiglie contadine facevano la polenta. Le castagne venivano abche usate, come le ghiande, per l&#8217;alimentazione dei maiali. Anche il legno del castagno è stato importantissimo, sia per la costruzione di case e arredi, sia per la legna con la quale scaldarsi in inverno. Il tronco delle sughere veniva periodicamente spogliato del sughero (la corteccia esterna) che veniva venduto. Il commercio del sughero è praticato anche oggi.</p>
<p>Sono presenti anche betulla e tasso.</p>
<p>Il bosco è ricco anche di selvaggina: cinghiali, caprioli, daini, lepri, volpi, scoiattoli&#8230;.. ma non è facile incontrarla durante il giorno. Con un po&#8217; di fortuna e stando attenti a non fare rumore, si possono incontrare questi animali all&#8217;alba o al tramonto, soprattutto vicino ai corsi d&#8217;acqua.</p>
<p>Si trovano anche molti tipi di uccelli: il picchio muratore, l&#8217;allocco, la civetta, il falco, il gufo, il fagiano.  Ne periodo settembre/febbraio è molto praticata la caccia: lepri, fagiani cinghiali &#8230;..</p>
<p>Sono presenti anche animali rari (e protetti) quali la lontra, la martora, il ferro di cavallo maggiore e minore, la faina, il gatto selvatico, il daino. il muflone.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Civetta1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-459" title="Civetta" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Civetta1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> civetta</p>
<p>Nella valle del Farma, poco distante dal castello del Belagaio, c&#8217;è un piccolo laghetto (stagno della Troscia) nel quale è presente il tritone alpestre.</p>
<p>In autunno si possono trovare nei boschi diversi tipi di funghi: porcini, ovoli, gallinacci &#8230;</p>
<p>Il primo (e da due anni anche il secondo) week end di ottobre si festeggia, dal 1976, la sagra del fungo porcino.</p>
<p><em><strong>NOTE</strong></em></p>
<p><em><strong>(*1) Il nome “Belagaio” deriva dal latino “Pelagus”, l’acquitrino che esisteva un tempo nell’avvallamento di fronte al castello.</strong></em></p>
<p><em><strong>(*2) Per visitare il castello bisogna rivolgersi al Corpo Forestale dello Stato (t. 0566 40019).</strong></em></p>
<p><em><strong>(*3) Una curiosità: a Casal di Pari è nato Aurelio Galleppini (in arte Galep), il disegnatore di Tex Willer. La famiglia, infatti, di origine romagnola, si era trasferita a Casale dove il padre, ingegnere minerario, dirigeva alcune miniere.</strong></em></p>
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		<title>Tre civette</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 20:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mese di agosto 2010, curiose di vedere la nostra casa, sono furtivamente entrate attraverso due diversi camini tre civette (una nel nostro appartamento e due in quello degli ospiti). Si sono trovate bene e non è stato semplice convincerle a volare via. Uscendo ci hanno salutato con il loro caratteristico suono. Chissà se torneranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mese di agosto 2010, curiose di vedere la nostra casa, sono furtivamente entrate attraverso due diversi camini tre civette (una nel nostro appartamento e due in quello degli ospiti). Si sono trovate bene e non è stato semplice convincerle a volare via. Uscendo ci hanno salutato con il loro caratteristico suono. Chissà se torneranno nuovamente l&#8217;anno prossimo?!?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Civ1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-368" title="Civetta 1" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Civ1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>   <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Civ3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-369" title="Civetta 2" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Civ3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>   <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Civetta-3_2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-370" title="Civetta 3" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2010/09/Civetta-3_2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Filastrocca italiana:</p>
<p style="text-align: center;">&#8220;Ambarabà ciccì coccò<br />
tre civette sul comò<br />
che facevano l&#8217;amore<br />
con la figlia del dottore<br />
il dottore si ammalò<br />
ambarabà ciccì coccò&#8221;</p>
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		<title>Maremma amara</title>
		<link>http://www.casapaola.com/2010/05/11/maremma-amara/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 14:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti mi dicon Maremma Maremma &#8230; ma a me mi pare una Maremma amara. L&#8217;uccello che ci va perde la penna Io c&#8217;ho perduto una persona cara. Chi va in Maremma e lassa l&#8217;acqua bona Perde la dama e mai più la ritrova, Chi va in Maremma e lassa la montagna Perde la dama ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti mi dicon Maremma Maremma &#8230;<br />
ma a me mi pare una Maremma amara.</p>
<p>L&#8217;uccello che ci va perde la penna<br />
Io c&#8217;ho perduto una persona cara.</p>
<p>Chi va in Maremma e lassa l&#8217;acqua bona<br />
Perde la dama e mai più la ritrova,</p>
<p>Chi va in Maremma e lassa la montagna<br />
Perde la dama ed altro non guadagna.</p>
<p>Sia maledetta Maremma Maremma<br />
sia maledetta Maremma e chi l&#8217;ama.</p>
<p>Sempre mi trema il cor quando ci vai<br />
perché ho paura che non torni mai.</p>
<p>(Maremma amara, Canzone popolare toscana)</p>
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		<title>Tombe etrusche</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LE TOMBE ETRUSCHE DEL TASSO E DELLO SCARABEO Nell’agosto 2007 l’associazione culturale Odysseus (composta da giovani archeologi che lavorano gratuitamente), che ha operato in collaborazione con il Comune di Civitella-Paganico e la Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, ha scoperto tra Casal di Pari e Casenovole, una tomba etrusca intatta (detta del &#8220;Tasso&#8221; a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LE TOMBE ETRUSCHE DEL TASSO E DELLO SCARABEO</strong></p>
<p>Nell’agosto 2007 l’associazione culturale Odysseus (composta da giovani archeologi che lavorano gratuitamente), che ha operato in collaborazione con il Comune di Civitella-Paganico e la Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, ha scoperto tra Casal di Pari e Casenovole, una tomba etrusca intatta (detta del &#8220;Tasso&#8221; a causa di ossa dio tasso ritrovate al suo interno) risalente al periodo romano-ellenistico (tra il III e il I secolo avanti Cristo).</p>
<p>All’interno sono state ritrovate ossa e urne cinerarie contenitori (3 urne in pietra, 3 vasi di bronzo e 19 in ceramica) contenenti ceneri appartenenti a uomini, donne e, molto probabilmente, un bambino. Si tratta di una scoperta straordinaria. Mischiati alle ossa cremate sono stati trovati piccoli gioielli d’oro, monete in bronzo, che hanno permesso di ipotizzare il sesso degli individui corredati da questi oggetti e il periodo a cui la tomba appartiene. </p>
<p>All’inizio di ottobre 2009 è stata aperta nella stessa zona una nuova tomba più grande della prima, databile tra il III e IV secolo a.C. La tomba, già violata in epoca antica, raccoglieva un gran numero di scheletri in ottimo stato di conservazione. All’interno sono stati rinvenuti anche un paio di oggetti: un orecchino in oro e un anello d&#8217;oro di manifattura etrusca con incastonato uno scarabeo in pasta vitrea nera di fabbricazione egiziana. Chi ha visto il pezzi (che sono già ben custoditi) ha affermato che sono bellissimi. Si pensa che nella collina potesse trovarsi un&#8217;intera necropoli. Una particolarità: le tombe sono confinanti con un piccolo antico cimitero del secolo scorso quasi a significare la continuità della sacralità del luogo.</p>
<p>La città forse si trovava nella collina al di sopra della necropoli, dove ora sorge il castello medioevale di Casenovole, probabilmente costruito sopra i resti dell&#8217;antico centro abitato etrusco.</p>
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		<title>Scoprire il bosco</title>
		<link>http://www.casapaola.com/2009/10/06/mostra-fotografica-e-intorno-a-casale-boschi-e-attivita-da-scoprire/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 17:29:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MOSTRA FOTOGRAFICA &#8221; &#8230; e intorno a Casale BOSCHI E ATTIVITA&#8217; DA SCOPRIRE&#8221;                                                                                                                                                                                                                      da un&#8217;idea di Paola Leoncini e Guido Verniani &#8211; fotografie di Alfredo Lunghini La mostra &#8211; organizzata in occasione della sagra dei funghi porcini 2009 - ripercorre le fasi dell&#8217;estrazione e della lavorazione del ciocco da pipe, attività un tempo molto praticata nel paese e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Mani-segantino1.jpg"></a><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Girolamo-1.jpg"></a>MOSTRA FOTOGRAFICA &#8221; &#8230; e intorno a Casale BOSCHI E ATTIVITA&#8217; DA SCOPRIRE&#8221;                                                                                                                                                                                                                      da un&#8217;idea di Paola Leoncini e Guido Verniani &#8211; fotografie di Alfredo Lunghini</strong></p>
<p>La mostra &#8211; organizzata in occasione della sagra dei funghi porcini 2009 - ripercorre le fasi dell&#8217;estrazione e della lavorazione del ciocco da pipe, attività un tempo molto praticata nel paese e che da alcuni anni è stata ripresa dopo una lunga interruzione.  </p>
<p><strong>IL BOSCO INTORNO A CASALE       </strong></p>
<p>Nei secoli scorsi il bosco di questa parte dell&#8217;alta Maremma Toscana è stato un protagonista della vita economica e sociale<em>.</em> Non forniva solo legna da ardere ma soprattutto cibo per gli animali domestici e per gli uomini (es. le castagne) ed era rifugio di tanti animali che venivano cacciati e andavano ad integrare i magri pasti di allora. </p>
<p>Dalla fine del XVII<em> </em>sec., esiste, a breve distanza dal paese, la Bandita delle Ornate, un territorio boschivo la cui proprietà è stata tramandata fino ad oggi dalle 11 famiglie che lo acquistarono e che nel corso dei secoli ha fornito ricchezza a tutti e ancora oggi è elemento di coesione delle famiglie casaline<em>.</em>  Ulisse Rustichini è stato la nostra guida preziosa per conoscere la storia del bosco, ma anche i problemi legati al suo mantenimento per le generazioni future.  La mostra e queste pagine sono anche un omaggio alla sua passione e al suo lavoro.</p>
<p style="text-align: center;">   <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/IMG_01571.jpg"> </a><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Ulisse.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-313" title="Ulisse" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Ulisse-150x150.jpg" alt="" width="106" height="108" /></a>     <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Tre-sughere.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-314" title="Tre sughere" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Tre-sughere-150x150.jpg" alt="" width="107" height="107" /></a>     <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Sughera.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-315" title="Sughera" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Sughera-150x150.jpg" alt="" width="112" height="105" /></a></p>
<p><strong>ESTRAZIONE E LAVORAZIONE DEL CIOCCO PER LA FABBRICAZIONE DELLE PIPE : RINASCITA DI UN ANTICO MESTIERE</strong> </p>
<p>Una delle attività legate al bosco è l’estrazione del ciocco per la fabbricazione di pipe, che a Casale era stata praticata da numerosi addetti a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Si provvedeva anche alla creazione degli abbozzi e alla loro bollitura.  Gli abbozzi venivano venduti ad alcune fabbriche di pipe sia in Italia che all’estero. Questa attività, poi abbandonata, è stata ripresa negli ultimi venti anni e oggi  Casale, grazie alla presenza della Ditta Manno, puo’ essere considerato un centro di eccellenza. L’estrazione del ciocco è un lavoro rischioso, faticoso e di grande maestria e la creazione degli abbozzi delle pipe richiede una capacità manuale e una precisione che possiamo considerare una vera arte. </p>
<p>Il ciocco &#8211; riconosciuto fin dalla metà dell’Ottocento come materiale ideale per la fabbricazione delle pipe – si estrae dall’erica arborea (comunemente chiamata “scopa maschio”) ed è una massa lignea a forma di bulbo rotondeggiante situata tra la radice e il tronco e affiorante dal suolo. Il ciocco proveniente da erica arborea italiana – diffusa in Toscana, Liguria, Calabria, Sardegna &#8211; è sempre stato apprezzato rispetto a quello di altre provenienze. L’erica cresce in zone collinari e predilige terreni silicei; il silicio assorbito dal ciocco lo rende  ignifugo. Affinché il ciocco raggiunga il volume minimo necessario (circa 3 Kg), l&#8217;arbusto deve avere almeno 30 anni; la sua estrazione comporta anche il taglio della pianta, di conseguenza un’area già sfruttata sarà disponibile per nuove estirpazioni solo dopo una generazione.  Il ciocco più grande estratto fino ad oggi – 87 kg! &#8211; è stato ritrovato in Toscana all&#8217; inizio del secolo scorso. </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Adolfociocco.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-317" title="Adolfociocco" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Adolfociocco-150x150.jpg" alt="" width="138" height="151" /></a>      <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Adolfo-11.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-321" title="Adolfo 1" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Adolfo-11-150x150.jpg" alt="" width="145" height="145" /></a></p>
<p>Dopo l’estrazione il ciocco viene rip<a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Adolfo-1.jpg"></a>ulito, liberato cioè dalle radici, dalle parti guaste, dalla terra e dai sassi. </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Adolfo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-322" title="Adolfo" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Adolfo-150x150.jpg" alt="" width="125" height="122" /></a>       <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Adolfo-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-323" title="Adolfo 2" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Adolfo-2-150x150.jpg" alt="" width="137" height="123" /></a></p>
<p>Viene poi conservato nel bosco sotto uno strato umido di terra. Successivamente, fino al taglio, viene tenuto in magazzini al riparo dal vento e dal sole e costantemente umidificato.  </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Abbozzi-sotto-felci.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-324 aligncenter" title="Abbozzi sotto felci" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Abbozzi-sotto-felci-150x150.jpg" alt="" width="117" height="117" /></a></p>
<p>Il taglio viene effettuato con una sega circolare: ogni colpo di lama ha una funzione, un significato.  </p>
<p style="text-align: center;">    <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/sega-circolare.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-327" title="sega circolare" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/sega-circolare-150x150.jpg" alt="" width="109" height="118" /></a>      <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Mani-segantino.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-325" title="Mani segantino" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Mani-segantino-150x150.jpg" alt="" width="121" height="118" /></a>    </p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Segantino-1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-328" title="Segantino 1" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Segantino-1-150x150.jpg" alt="" width="127" height="131" /></a>        <strong><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Mani-segantino1.jpg"></a><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Girolamo-1.jpg"><img title="Girolamo 1" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Girolamo-1-150x150.jpg" alt="" width="129" height="131" /></a>        <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Segantino.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-330" title="Segantino" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Segantino-150x150.jpg" alt="" width="134" height="131" /></a></strong></strong></p>
<p>Aperto il ciocco, il buon segantino individua l&#8217;andamento delle fibre e il modo per collocarle nell&#8217;abbozzo; la sua abilità e i denti della lama cavano dal ciocco il meglio che può dare. Il segantino, che lavora  completamente a mano libera, è un abile artigiano che deve  conciliare  grande  prontezza  di riflessi  ad un occhio rapido nel valutare  le diverse  situazioni  che  la materia può offrire  ed una  velocità decisionale adeguata.  Questo per poter ottenere la miglior resa possibile, in termini di qualità e quantità del legno lavorato, preservando comunque 1’integrità delle dita. </p>
<p>Gli abbozzi dopo essere stati raggruppati per modello, misura e qualità vengono bolliti in grandi calderoni di rame per 12/15 ore; questo per eliminare il tannino e le sostanze che rendono amara la radica e dare al legno una tinta più carica ed uniforme. </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Vasile.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-331" title="Vasile" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Vasile-150x150.jpg" alt="" width="136" height="134" /></a>     <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Sacco.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-332" title="Sacco" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Sacco-150x150.jpg" alt="" width="100" height="104" /></a>     <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Girolamo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-333" title="Girolamo" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Girolamo-150x150.jpg" alt="" width="138" height="135" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Caldaia.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-334" title="Caldaia" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Caldaia-150x150.jpg" alt="" width="138" height="137" /></a>     <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Caldaia-1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-335" title="Caldaia 1" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Caldaia-1-150x150.jpg" alt="" width="135" height="138" /></a></p>
<p>Infine vengono messi ad essiccare su graticci in locali chiusi riparati dal vento. In seguito vengono nuovamente selezionati, divisi nelle diverse misure e sistemati in sacchi di juta dove verranno stagionati.  </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Cesta-con-gatto.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-336" title="Cesta con gatto" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Cesta-con-gatto-150x150.jpg" alt="" width="119" height="126" /></a>      <a href="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Sacchi.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-337" title="Sacchi" src="http://www.casapaola.com/wp-content/uploads/2009/10/Sacchi-150x150.jpg" alt="" width="127" height="128" /></a></p>
<p>La stagionatura è una fase importante, perché durante questo periodo la radica elimina l’umidità presente nel legno e le sostanze tanniche migliorando la porosità e la neutralità del gusto, elementi importanti per la fumabilità  della pipa.  </p>
<p><em>Si ringraziano vivamente Ulisse Rustichini per averci fatto da guida nell’esplorazione del bosco intorno a Casale,  Adolfo Emanuele per averci consentito le riprese del lavoro di estrazione del ciocco, Domenico Manno (titolare dell’omonima ditta) per averci accolto nel laboratorio di abbozzi, Filippo, Girolamo, Giuseppe e Vasile per la loro cordialità e la disponibilità a farsi fotografare durante il lavoro.</em></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>Sagre</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 08:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Sagre paesane sono un vero e proprio evento nei piccoli centri della campagna toscana e rappresentano un&#8217;occasione per scoprire la cucina, i prodotti e le antichissime tradizioni locali.  Sagra del Fungo Porcino A Casal di Pari – primo e secondo fine settimana di ottobre – si svolge la sagra del fungo porcino. Si possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Sagre paesane sono un vero e proprio evento nei piccoli centri della campagna toscana e rappresentano un&#8217;occasione per scoprire la cucina, i prodotti e le antichissime tradizioni locali.</p>
<p><strong> </strong><strong><em>Sagra del Fungo Porcino</em></strong><em><br />
</em>A Casal di Pari – primo e secondo fine settimana di ottobre – si svolge la sagra del fungo porcino. Si possono gustare ottimi piatti!</p>
<p> <strong><em>Sagra dell&#8217;Alta Maremma</em></strong><br />
A Civitella Marittima &#8211; ultimo fine settimana di agosto.</p>
<p><strong> </strong><strong><em>Sagra della Granocchia</em></strong><em><br />
</em>A Paganico &#8211; primo fine settimana di settembre.</p>
<p> <strong><em>Sagra della Salsiccia</em></strong><em><br />
</em>A Pari &#8211; ultimo fine settimana di settembre.</p>
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		<title>Festa della Madonna del Conforto</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 14:52:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domenica 22 agosto  2010: festa della Madonna del Conforto, protettrice di Casal di Pari. In questa ricorrenza si svolgeranno la processione solenne per le vie del paese e il palio dei ciuchi. Altri articoli che potrebbero interessarti:Nuvole in Toscana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 22 agosto  2010:<strong> festa della Madonna del Conforto, protettrice di Casal di Pari</strong>. In questa ricorrenza si svolgeranno la processione solenne per le vie del paese e il palio dei ciuchi.</p>
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		<title>Nuvole in Toscana</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 12:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NUVOLE IN TOSCANA : il fumetto toscano in mostra &#8211; 2a edizione della mostra biennale del fumetto in Maremma Casal di Pari, 11/12/13 settembre 2009 Sono stati in mostra a Casal di Pari i lavori di alcuni dei più famosi fumettisti toscani. Il legame tra Casale e il fumetto risale al 1917, anno in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NUVOLE IN TOSCANA : il fumetto toscano in mostra &#8211; 2a edizione della mostra biennale del fumetto in Maremma</strong></p>
<p>Casal di Pari, 11/12/13 settembre 2009</p>
<p>Sono stati in mostra a Casal di Pari i lavori di alcuni dei più famosi fumettisti toscani. Il legame tra Casale e il fumetto risale al 1917, anno in cui nel piccolo borgo nacque Aurelio Galleppini, in arte GALEP, il creatore grafico del personaggio di Tex Willer. Nel 2007, in occasione del novantesimo anniversario della nascita di Galep, Casale gli ha dedicato una mostra retrospettiva che ne ripercorreva 50 anni di carriera. Il successo dell&#8217;evento ha ispirato gli organizzatori a trasformarlo in un appuntamento biennale legato al mondo del fumetto. Nel 2009 le sale allestite negli antichi edifici del centro di Casale hanno ospitato le tavole di affermati disegnatori toscani.</p>
<p>A margine della mostra e degli eventi collegati, spettacoli, iniziative, enogastronomia.</p>
<p><strong>Sono stati presenti: </strong><em> ALBERTO PAGLIARO, ROSSANO ROSSI, </em><em>MARCO BIANCHINI, STEFANO CASINI, FABIO CIVITELLI, MARCELLO TONINELLI e LUCA RAFFAELLI. </em></p>
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