MOSTRA FOTOGRAFICA ” … e intorno a Casale BOSCHI E ATTIVITA’ DA SCOPRIRE” da un’idea di Paola Leoncini e Guido Verniani – fotografie di Alfredo Lunghini
La mostra – organizzata in occasione della sagra dei funghi porcini 2009 - ripercorre le fasi dell’estrazione e della lavorazione del ciocco da pipe, attività un tempo molto praticata nel paese e che da alcuni anni è stata ripresa dopo una lunga interruzione.
IL BOSCO INTORNO A CASALE
Nei secoli scorsi il bosco di questa parte dell’alta Maremma Toscana è stato un protagonista della vita economica e sociale. Non forniva solo legna da ardere ma soprattutto cibo per gli animali domestici e per gli uomini (es. le castagne) ed era rifugio di tanti animali che venivano cacciati e andavano ad integrare i magri pasti di allora.
Dalla fine del XVII sec., esiste, a breve distanza dal paese, la Bandita delle Ornate, un territorio boschivo la cui proprietà è stata tramandata fino ad oggi dalle 11 famiglie che lo acquistarono e che nel corso dei secoli ha fornito ricchezza a tutti e ancora oggi è elemento di coesione delle famiglie casaline. Ulisse Rustichini è stato la nostra guida preziosa per conoscere la storia del bosco, ma anche i problemi legati al suo mantenimento per le generazioni future. La mostra e queste pagine sono anche un omaggio alla sua passione e al suo lavoro.
ESTRAZIONE E LAVORAZIONE DEL CIOCCO PER LA FABBRICAZIONE DELLE PIPE : RINASCITA DI UN ANTICO MESTIERE
Una delle attività legate al bosco è l’estrazione del ciocco per la fabbricazione di pipe, che a Casale era stata praticata da numerosi addetti a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Si provvedeva anche alla creazione degli abbozzi e alla loro bollitura. Gli abbozzi venivano venduti ad alcune fabbriche di pipe sia in Italia che all’estero. Questa attività, poi abbandonata, è stata ripresa negli ultimi venti anni e oggi Casale, grazie alla presenza della Ditta Manno, puo’ essere considerato un centro di eccellenza. L’estrazione del ciocco è un lavoro rischioso, faticoso e di grande maestria e la creazione degli abbozzi delle pipe richiede una capacità manuale e una precisione che possiamo considerare una vera arte.
Il ciocco – riconosciuto fin dalla metà dell’Ottocento come materiale ideale per la fabbricazione delle pipe – si estrae dall’erica arborea (comunemente chiamata “scopa maschio”) ed è una massa lignea a forma di bulbo rotondeggiante situata tra la radice e il tronco e affiorante dal suolo. Il ciocco proveniente da erica arborea italiana – diffusa in Toscana, Liguria, Calabria, Sardegna – è sempre stato apprezzato rispetto a quello di altre provenienze. L’erica cresce in zone collinari e predilige terreni silicei; il silicio assorbito dal ciocco lo rende ignifugo. Affinché il ciocco raggiunga il volume minimo necessario (circa 3 Kg), l’arbusto deve avere almeno 30 anni; la sua estrazione comporta anche il taglio della pianta, di conseguenza un’area già sfruttata sarà disponibile per nuove estirpazioni solo dopo una generazione. Il ciocco più grande estratto fino ad oggi – 87 kg! – è stato ritrovato in Toscana all’ inizio del secolo scorso.
Dopo l’estrazione il ciocco viene ripulito, liberato cioè dalle radici, dalle parti guaste, dalla terra e dai sassi.
Viene poi conservato nel bosco sotto uno strato umido di terra. Successivamente, fino al taglio, viene tenuto in magazzini al riparo dal vento e dal sole e costantemente umidificato.
Il taglio viene effettuato con una sega circolare: ogni colpo di lama ha una funzione, un significato.
Aperto il ciocco, il buon segantino individua l’andamento delle fibre e il modo per collocarle nell’abbozzo; la sua abilità e i denti della lama cavano dal ciocco il meglio che può dare. Il segantino, che lavora completamente a mano libera, è un abile artigiano che deve conciliare grande prontezza di riflessi ad un occhio rapido nel valutare le diverse situazioni che la materia può offrire ed una velocità decisionale adeguata. Questo per poter ottenere la miglior resa possibile, in termini di qualità e quantità del legno lavorato, preservando comunque 1’integrità delle dita.
Gli abbozzi dopo essere stati raggruppati per modello, misura e qualità vengono bolliti in grandi calderoni di rame per 12/15 ore; questo per eliminare il tannino e le sostanze che rendono amara la radica e dare al legno una tinta più carica ed uniforme.
Infine vengono messi ad essiccare su graticci in locali chiusi riparati dal vento. In seguito vengono nuovamente selezionati, divisi nelle diverse misure e sistemati in sacchi di juta dove verranno stagionati.
La stagionatura è una fase importante, perché durante questo periodo la radica elimina l’umidità presente nel legno e le sostanze tanniche migliorando la porosità e la neutralità del gusto, elementi importanti per la fumabilità della pipa.
Si ringraziano vivamente Ulisse Rustichini per averci fatto da guida nell’esplorazione del bosco intorno a Casale, Adolfo Emanuele per averci consentito le riprese del lavoro di estrazione del ciocco, Domenico Manno (titolare dell’omonima ditta) per averci accolto nel laboratorio di abbozzi, Filippo, Girolamo, Giuseppe e Vasile per la loro cordialità e la disponibilità a farsi fotografare durante il lavoro.




















Hey Paola
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Hugs Family Kjeldgaard/Oestergaard